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Progetto Educativo 2009-2011

ART. 5 – Progetto Educativo

 

Il progetto educativo di gruppo elaborato dalla comunità capi assicura l'unitarietà della proposta educativa dell'Associazione tra le varie unità, la sua continuità tra le varie branche, il suo adatamento alle accertate necessità dell'ambiente in cui il gruppo vive. Il progetto educativo di gruppo, che assume forma scritta, si muove all'interno dello Statuto, del Patto associativo e del Regolamento dell'Associazione. Esso è presentato ad ogni nuovo capo che entra in Comunità capi, illustrato alle famiglie dei ragazzi e periodicamente ridiscusso secondo le necesità. Il progetto educativo di gruppo viene concretizzato nei programmi di unità con gli strumenti specifici di ciascuna branca.  

 

(dal Regolamento Metodologico Agesci aggiornato al Consiglio Generale 2008)

 

PREMESSA


    La formulazione di questo nuovo Progetto Educativo, che ci vedrà impegnati per i prossimi tre anni, nasce dall’esigenza di voler offrire ai ragazzi la capacità di affrontare con spirito critico, con consapevolezza, con responsabilità, autonomia di giudizio e coerenza due temi che oggi sono particolarmente attuali, e pensiamo, lo saranno sempre di più negli anni a venire:
 

  • utilizzo delle risorse della terra
  • utilizzo degli strumenti di comunicazione


Partendo dall’entusiasmo che caratterizza l’affrontare un nuovo cammino, ci faremo comunque guidare da ciò che da sempre ci caratterizza, e cioè l’amore per la natura, lo spirito del gioco, il senso dell’avventura, lo stile educativo, la spiritualità della strada, la fedeltà alla Legge e alla Promessa Scout. Nella preparazione delle attività, sarà privilegiato il protagonismo dei ragazzi, affinché possano apprezzare come sia bello creare il proprio divertimento per poi viverlo appieno. Tutto ciò al fine di far divenire i ragazzi persone significative, capaci di “guidare la propria canoa”, di essere protagonisti nella società civile e nella chiesa, per costruire domani un mondo migliore.

Il cammino che verrà proposto ai ragazzi, sarà graduale e adeguato alle fasce di età. Come capi ci impegniamo ad essere testimoni ed esempio dello Stile Scout educandoli sin dal principio alla cura di loro stessi e delle loro cose, fino ad arrivare all'ambiente che li circonda. Vorremmo rafforzare il senso di appartenenza al gruppo che si esplica in una fedeltà agli impegni assunti, in una partecipazione attiva e nel rispetto degli ambienti e delle persone. Partecipando costantemente e attivamente alla vita parrocchiale.

 

 

I. REALTÀ SOCIALI


I giovani
La situazione adolescenziale maschile si manifesta con la spontanea formazione di gruppi con spiccata predisposizione al bullismo, al gioco (non sempre leale) e alla ricerca dello "scherzo-dispetto" verso terzi. La motorizzazione (dal motorino alla macchina) non nasce da una reale esigenza ma è vissuta come status symbol. Lo stesso accade per il telefono cellulare, per il lettore mp3, per l'abbigliamento, ecc... E' quindi fortissima l'influenza esercitata dalle mode. Si riscontra una maggiore disponibilità al superamento dei confini del quartiere se finalizzata al raggiungimento di luoghi di incontro e svago (Ville, cinema, centri commerciali). La coscienza civica è scarsamente sviluppata se non addirittura assente. Queste realtà giovanili non partecipano alla vita parrocchiale ed il loro unico punto di ritrovo è la strada con tutti i possibili rischi connessi. Tra i giovani compresi tra i 17 e i 25 anni esistono atteggiamenti e tensioni che definiscono una duplice realtà: da un lato un forte soggettivismo, una spinta a vivere diverse forme di esperienze e una ricerca di aggregazione che soddisfi il proprio bisogno di identità e sicurezza; dall'altro si manifestano anche altri bisogni di trascendenza, di comunicazione, di pace e di impegno sociale. Un aspetto da sottolineare è il latente desiderio di gratificazione personale nel servizio di volontariato piuttosto che la scelta dell'impegno come valore. Ne sono sintomi la difficoltà ad incamminarsi nella strada del servizio a causa delle sue necessarie rinunce; la latitanza dei giovani nei servizi più impegnativi (mensa Caritas, accoglienza bisognosi, lavori manuali, ecc...), la precedenza data alla soddisfazione dei propri bisogni rispetto a quelli degli altri. Non mancano comunque esempi di giovani che si impegnano con costanza e vocazione al volontariato. Il nostro territorio si può definire confinante con la zona universitaria e gli studenti fuori sede costituiscono un largo bacino di "forza lavoro" che ritrovano nella parrocchia il primo punto di aggregazione.

Gli anziani
La densità di popolazione della nostra area, nasconde tra le sue pieghe situazioni di solitudine domestica di proporzioni poco note. La parrocchia fornisce uno spazio di incontro per persone anziane autosufficienti che si autogestiscono. La preoccupazione maggiore nasce però dove viene a mancare l'autosufficienza.
 

I senzatetto
Quella dei senzatetto è una dura realtà che, nel nostro quartiere,  si incontra quotidianamente. La prossimità della stazione Tiburtina e delle persone che vi trovano riparo per la notte ha fatto nascere in parrocchia un CENTRO DI ASCOLTO che prova a risolvere i problemi di prima necessità:

  • il Mercoledì, presso la stazione Tiburtina, grazie ai volontari, si offre una cena calda ai bisognosi;
  • il Martedì vengono distribuiti generi di prima necessità.

Il servizio è certamente non risolutivo in senso globale, ma certamente utile. La scarsa assistenza pubblica rende la situazione drammatica. La situazione peggiora nei confronti di coloro che rifiutano ogni sorta di assistenza offerta dai volontari. Episodi singoli di microcriminalità generano una totale diffidenza del cittadino comune.

Gli extracomunitari
Provenienti in maggioranza dai paesi dell'est Europa, Africa del nord e sud-est asiatico, sono i più esposti alla criminalità, sia come oggetto di violenza, sia come eventuale manodopera delle varie cosche etniche. Spesso si adattano a situazioni di vagabondaggio che si sovrappongono a quelle dei senzatetto del luogo, andando a creare conflitti e antagonismi. Il cittadino spesso nutre nei loro confronti sentimenti di astio derivanti a volte da episodi di microcriminalità, dei quali queste persone si rendono protagoniste, altre in maniera del tutto immotivata. Questi pregiudizi complicano notevolmente l'inserimento degli extracomunitari nel tessuto sociale, ciò penalizza particolarmente i minori. Nonostante tutto il processo di inserimento compie alcuni significativi passi in avanti.
 

I disabili
Realtà troppo spesso celata nelle quattro mura domestiche per antichi pregiudizi e vergogne. Il quartiere non offre alcuna agevolazione al portatore di handicap se non il permesso di parcheggio negli appositi spazi. Le barriere architettoniche sono ancora enormi: ad esempio, anche se il comune ha creato rampe d'accesso ad alcuni marciapiedi, la poca sensibilizzazione civica al problema vede spesso tali passaggi ostruiti da veicoli in sosta. Anche la nuova struttura parrocchiale, nonostante sia di recente costruzione, presenta numerosissime barriere architettoniche, che impediscono ai disabili la fruizione di questi nuovi spazi.


II. REALTÀ TERRITORIALE


Il territorio parrocchiale è collocato nell'area della V circoscrizione (5° municipio) di Roma, compresa tra la Stazione Tiburtina (ad ovest), la Via Tiburtina (a sud), via dei Durantini (a est) e via Meda (a Nord). Ha uno spiccato indirizzo commerciale che lo rende molto frequentato nelle ore di apertura dei negozi e lo vede "spegnersi" la sera. Prodotto dell'abusivismo edilizio degli anni '60 e '70 si sviluppa prevalentemente in altezza. La densità di popolazione è quindi molto alta. Non offre praticamente spazi verdi. L'essere ben servito da mezzi di trasporto e dai servizi pubblici lo rende una delle zone ad alto costo abitativo non tanto per il livello di rifinitura degli immobili quanto per la domanda del mercato. Anche gli affitti sono molto alti vista la pressante richiesta degli studenti universitari. La parrocchia, posizionata in zona baricentrica, funge da fulcro a tutte le attività sociali e di culto del territorio.


III. ASSOCIAZIONI, GRUPPI E MOVIMENTI PARROCCHIALI


Associazioni

  1. Fratres: gruppo di volontari dediti alla sensibilizzazione e gestione delle donazioni di sangue gratuite.
  2. Misericordie: gruppo di volontari dediti al servizio di primo soccorso, trasporto in ambulanza, centro d'ascolto, corsi di primo soccorso.
  3. Agesci: movimento scout cattolico.
  4. Legio Mariae: vera forma di apostolato associativo che si propone di crescere nel cammino di fede assumendo come modello di vita quello della Vergine Maria.
  5. Centro d'ascolto Caritas: luogo di incontro e di scambio di esperienze finalizzato alla soluzione di problemi concreti e al supporto emotivo di persone bisognose.
  6. Servizio mensa: il mercoledì servizio di ristoro ai senzatetto della Stazione Tiburtina, il sabato pranzo in parrocchia per i senzatetto del luogo.
  7. La Comunità di Sant’Egidio: movimento di laici impegnato nella comunicazione del Vangelo e nella carità, la preghiera ne costituisce un elemento essenziale, luogo primario dell’orientamento complessivo della vita comunitaria.Viene vissuta la solidarietà con i poveri come servizio volontario e gratuito.
  8. Figlie della carità di S.Vincenzo de' Paoli: consacrano parte del loro tempo a servire i fratelli che sono nel bisogno.
  9. Case Famiglia.


Animazione liturgica e preghiera

  1. Coro: gruppo di adolescenti e adulti che si incontrano per animare la messa con canti e strumenti musicali

  2. Ministri straordinari dell'eucarestia: Incarico straordinario, non permanente, concesso in relazione a particolari e vere necessità di situazioni, di tempi e di persone. Il Ministro Straordinario dell’Eucaristia può essere tanto l'uomo quanto la donna, riceve la facoltà di distribuire la comunione ai fedeli, portarla ai malati e agli anziani.

  3. Nuova luce: ispirato al rinnovamento dello spirito, si propone un cammino di fede da vivere nella scuola di preghiera alla luce del magistero della Chiesa mediato dai sacerdoti.

  4. Movimento Apostolico: preghiera e animazione liturgica.

  5. Padre Pio: gruppo di preghiera.

  6. Sentinelle del mattino: gruppo di preghiera che condivide il sogno di risvegliare i battezzati nel loro compito di essere evangelizzatori.

 

Catechesi

  1. Cammino di iniziazione cristiana (prima comunione e cresima): esistono diversi itinerari di preparazione ai sacramenti, sia all'interno delle associazioni (AC e SCOUT) sia in forma tradizionale.

  2. Preparazione al battesimo e al matrimonio: si tengono sia corsi occasionali, sia corsi della durata di due mesi (2 volte a settimana) dove vengono trattate tematiche alla luce degli insegnamenti cristiani.

  3. Preparazione alla cresima degli adulti. Corso specifico per adulti che chiedono il sacramento della confermazione

  4. C.E.B. (Comunità Ecclesiali di Base) rappresentano il nuovo modo di fare catechesi: si cerca di vivere una maturazione non solo nella fede ma anche nel servizio sociale all'interno di gruppi di famiglie delle diverse aree del quartiere. Queste comunità di composizione eterogenea, non sono un movimento nella chiesa, ma sono la Chiesa in movimento.

  5. Azione Cattolica: metodologia che propone un cammino di fede distinto per fasce d'età.

  6. Post cresima: sono gruppi tendenti a non far disperdere le risorse maturate durante il cammino di preparazione alla Cresima.

  7. Universitari: gruppo di ragazzi in età universitaria che cercano nella parrocchia un punto d'aggregazione finalizzato ad un cammino di fede.

  8. Caschi Gialli: associazione educativa per i bambini  che si ispira a principi di pace e non-violenza.

 

Organi parrocchiali

  1. Consiglio pastorale: organo di gestione delle linee di lavoro parrocchiale. E' composto dai rappresentanti di tutti i gruppi parrocchiali.

  2. Consiglio economico: gruppo di gestione economica dei fondi parrocchiali

  3. Consulta giovani: organo di coordinamento e confronto tra le diverse realtà giovanili parrocchiali. E' composta dai rappresentanti di ogni gruppo che opera nella fascia d'età 12-25.


 

IV. SERVIZI DEL QUARTIERE


Il territorio parrocchiale è servito da numerose linee di autobus e dalla vicina stazione Tiburtina, Scalo per la Linea B della Metropolitana e per numerosi treni.
 


V. CENNI STORICI SUL GRUPPO SCOUT ROMA 87


Il Gruppo Scout Roma 87 nasce il 22 febbraio 1992 con le prime Promesse pronunciate a Torricella in Sabina dai primi 8 membri della Comunità Capi. Il 23 ottobre 1994 apre il Clan/Fuoco con i primi 5 iscritti. Durante la notte di Pasqua del 1995, vengono presentate alla comunità parrocchiale di San Romano, riunita per la veglia, le prime squadriglie del Reparto “Mafeking”. Nel settembre 1996 nasce il Branco “Rupe di Seeonee” con 25 lupetti. Nel maggio 1999 la comunità Capi si arricchisce grazie alla fusione con il gruppo Roma 168 che aveva chiuso le attività l'anno precedente. Nel 2002 il gruppo compie 10 anni e festeggia il “compleanno” con un campo di gruppo che si svolge a Borbona (RI). Nel 2003 il reparto Mafeking partecipa al Campo Nazionale ai Piani di Verteglie (AV). Nel 2005 il clan “Attila” riceve mandato dalla Parrocchia di S. Romano Martire di svolgere il “Cammino di Santiago”, come segno della partecipazione ecclesiale tra la parrocchia stessa e la tomba dell'apostolo Giacomo. Il gruppo, nello stesso anno, partecipa all'udienza con papa Giovanni Paolo II intitolata: “La nostra promessa con te”. Sempre nel 2005 lo Staff di branco partecipa al Convegno nazionale Giungla: “la giungla ha molte lingue...”. Nel 2006 il clan Attila organizza un route sui monti Reatini in occasione del Roverway. Nel 2007, centenario dello scoutismo oltre a numerose iniziative nel quartiere e nella città, il gruppo accoglie la fiamma dello Spirito della guida e dello scout, proveniente dalla tomba di B.P. a Nyeri.

 

VI. SITUAZIONE ATTUALE DEL GRUPPO


Attualmente il gruppo conta circa 70 iscritti suddivisi nelle tre branche previste dal metodo scout (confrontare Regolamento associativo e Regolamenti di Branca) secondo le fasce d'età. La richiesta maggiore di iscrizioni proviene dalla fascia d'età compresa tra gli 8 e i 11 anni (Branco) in cui si concentra quasi il 50% dei membri del gruppo. Segue una presenza di 15/20 ragazzi per quel che concerne la fascia d'età compresa tra i 11 e i 16 anni (Reparto), mentre si conferma una crisi delle presenze (già riscontrata a livello nazionale) per la fascia d'età compresa tra i 17 e i 20 anni (Noviziato – Clan/Fuoco). Rispecchiando la realtà nazionale, anche nel nostro gruppo negli ultimi anni si è riscontrato un  allontanamento dei ragazzi nel passaggio attraverso le varie branche.

 

 

VII. OBIETTIVI


RISPETTO DELL'AMBIENTE


“la terra non è ereditata dai nostri padri, ma presa in prestito dai figli”
Nuvola Rossa


Le risorse della terra non sono infinite ed il ragazzo deve averne coscienza. Produciamo energia da fonti non rinnovabili e soprattutto molto inquinanti. Vogliamo, invece, far capire che la luce del sole è l'unica fonte di energia rinnovabile e pulita. Vogliamo educare il ragazzo ad un utilizzo efficiente ed efficace dell'energia, evitando, quindi, sprechi. Ci proponiamo di insegnare loro come sia possibile nella vita di tutti i giorni risparmiare sul consumo di acqua, elettricità, gas e carburanti in generale. Riutilizzo e riciclo sono metodi molto efficaci per risparmiare energia; ogni oggetto che noi usiamo ha un costo energetico (speso in fase di produzione), riutilizzandolo (quando possibile) o  immettendolo in un processo di riciclo ci dà la possibilità di conservare questa energia. Con questo obiettivo puntiamo a far nascere nel ragazzo quel senso civico che si esplica inizialmente nel rispetto delle persone e dei luoghi ad esso vicini, per arrivare al rispetto del mondo intero. La scelta di questo obiettivo non nasce dal collaudato “ask the boy” (che riconosciamo elemento fondamentale del metodo educativo dello scoutismo), ma come comunità capi abbiamo inteso l'urgenza di questa tematica, che ad oggi non è più rinviabile.



 

      Obiettivi
Suggerimenti per attività di gruppo      
Primo anno -Il sole e l'acqua: come farne un utilizzo efficiente?
-Carta e vetro (riciclo e riutilizzo)
Realizzazione di un quaderno di caccia con carta di riciclo per ogni membro del gruppo
Secondo anno -L'elettricità: come farne un utilizzo efficiente?
-Metalli: alluminio e latta (riciclo e riutilizzo)
Raccolta dell'alluminio per ricavare soldi (per il mio gruppo e per la mia parrocchia)
Terzo anno -Petrolio e gas naturali: come farne un utilizzo efficiente?
-Derivati del petrolio: la plastica (riciclo e riutilizzo)
Raccolta di tappi di bottiglia per la costruzione di un pozzo d'acqua in Africa (per il mondo)


 

EDUCAZIONE AD UN USO CORRETTO DEI MEDIA


“Guida da te i tuoi media ... nessuno può farlo per te“


L’obiettivo che vogliamo raggiungere con i nostri ragazzi nei prossimi tre anni, è quello di fargli conoscere e quindi successivamente usare al meglio ciò che oggi e, pensiamo ancor più domani, sono i così detti media, e gli strumenti che consentono la comunicazione. Nello specifico:

  • cellulare

  • internet

  • radio/TV/stampa


Lo sviluppo nei tre anni a venire, comporterà:

  • I anno: la scoperta di quanto usiamo, forse distrattamente, questi mezzi, e analizzando quanto siamo noi a gestire questi strumenti e quanto invece veniamo condizionati da essi.                      

  • II anno: avere la competenza di quanto stiamo utilizzando. Dopo aver scoperto le caratteristiche di almeno uno dei media analizzati, proviamo a mettere a frutto il suo potenziale con un utilizzo critico (radio/stampa/tv), utile e benefico (cellulare/internet) anche sotto il profilo dei costi/benefici.

  • III anno: avere la responsabilità che i media che sto utilizzando possano servire sia dal punto di vista della crescita personale che comunicativo verso gli altri. L’anno, a completamento del percorso fatto negli anni precedenti, verrà dedicato alla realizzazione, differenziata per branca, di un progetto concreto e tangibile sull’uso critico, utile e benefico di uno dei media, strumenti che consentono la comunicazione.

 

       Obiettivi  Suggerimenti per attività di gruppo      
Primo anno Analisi sulla gestione dei vari strumenti di comunicazione o di quanto tali strumenti condizionino la nostra quotidianità.  -
 Secondo anno  Mettiamo a frutto il potenziale del media “scoperto”,nel primo anno, valorizzando e concentrandoci su un utilizzo critico, utile e benefico; tenendo conto anche dei costi/benefici.  -
 Terzo anno  Efficacia dei media analizzati come REALE strumento comunicativo verso gli altri. Realizzazione, differenziata per branca, di un progetto concreto e tangibile sull’uso critico, utile e benefico di uno dei media.

L/C: mostra fotografica o fumetto


E/G: Ideazione e  realizzazione di un giornalino.
 

R/S: Creazione di un questionario   per sondaggio sull’utilizzo dei media da parte dei giovani del quartiere.
 

Co.Ca.: Organizzare la redazione di un foglio/giornale  trimestrale.

 


  VIII.    Tempistiche di attuazione e verifica



La Comunità Capi si impegna a raggiungere tutti gli obiettivi suddetti in tre anni dal 2008/09 al 2010/11 e a verificare questo progetto ogni anno (settembre), in concomitanza delle verifiche di fine anno dei programmi delle singole branche.   


 

 

 

 

 
 

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